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Alberto Maggi - Versetti pericolosi. «Neppure io ti condanno» (2011)


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Alberto Maggi - Versetti pericolosi. «Neppure io ti condanno» (2011)
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Maggi va ben oltre la tesi secondo cui la Chiesa avrebbe frainteso le parole di Gesù, mostrando piuttosto come il suo messaggio rivoluzionario, lo scandalo della misericordia da lui annunciata e praticata, non sia stato capito, né ben visto già dai suoi discepoli e dalle prime comunità cristiane. Fin dall'inizio, infatti, l'immagine di un Dio-Amore presentata da Gesù sconcertò i suoi contemporanei e fece scandalo. Con acribia e sapienza, Maggi ci conduce lungo il vangelo di Luca: un viaggio capace di stravolgere il modo comune di guardare alle cose. Seppur la forza di Gesù fosse proprio quella di amare tutti, peccatori ed emarginati in primis, sorde alle sue parole le prime comunità cristiane preferirono censurarlo e bandirono quindi il brano ritenuto più scandaloso di tutti: il perdono di Gesù alla donna adultera. Questi Versetti pericolosi, tratti dal vangelo di Luca e censurati dai primi cristiani, furono inseriti soltanto in un secondo momento, dopo secoli di ostracismo, nel vangelo di Giovanni.

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